Ultimo giorno a Marsala. Tra i ricordi più belli rimarrà l’aver visto il sole tramontare dalle vigne di Nino Barraco

A Marsala incontro quasi per caso Nino Barraco, giovanissimo produttore che per impegni reciproci avevo perso di vista in questi anni. Conosco Nino da molti anni e credo di essere stato uno dei primi a Palermo ad aver dato fiducia ad un giovane enologo dalle idee molto chiare, che già nel 2004 proponeva un vino bianco dalla lunga macerazione, in un’epoca in cui il consumo medio verteva rigorosamente su vini bianchi da riflessi al massimo “paglierini”, poco corposi e assolutamente dell’annata corrente.
La determinazione di Nino era ammirevole e anche per questo decisi di sostenere quelle idee di un vino controcorrente per quel periodo, ma che nella tecnica aveva radici lontane. Per alcuni anni proporre i suoi vini divenne una sfida divertente che quasi sempre portava i miei clienti a un confronto di idee, e ciò mi appassionava perché mi permetteva di avere un dialogo costruttivo con alcuni di loro, distaccandomi dai meccanismi effimeri di un’attività commerciale.
La sua ostinazione con gli anni ha avuto il meritato riconoscimento. Oggi mi mostra fiero i risultati della sua coerenza e della sua pervicacia.
La sua cantina è progettata secondo il suo fabbisogno in un luogo di indiscussa bellezza. Ci troviamo in una collinetta poco sopra Marsala in un territorio in cui i vigneti sono a perdita d’occhio.
Mentre parliamo è quasi il tramonto e il sole che svanisce dietro Favignana, Levanzo e Marettimo mi regala il momento più suggestivo di questo viaggio.

Bravo Nino sono contento per te e per i tuoi risultati, ma torna più spesso a farti vedere nelle vecchie “taverne”.