Sotto il sole del Sud Est della Sicilia. Il Bus fa visita ad Arianna Occhipinti

Comincia il mio viaggio nel Sud della Sicilia. Qui il paesaggio vitivinicolo cambia completamente aspetto: i filari allineati e regolari, spesso allevati con il sistema della spalliera o contro spalliera che ho visto fin ora nella zona Trapanese e Agrigentina, lasciano spazio a vigneti ad alberello, dove i filari sono più bassi e in spazi meno densi.
Anche le architetture delle cantine sono pensate in maniera diversa.
A Ovest è predominante la presenza del Baglio (u’Bagghiu) in cui un tempo le famiglie, la cui importanza era direttamente proporzionale alla grandezza del baglio, riuniva tutti i suoi membri in quella che allora era la più grande forma di sostentamento economico. Dalla vendemmia alla produzione alla conservazione alla commercializzazione, tutto avveniva all’interno del baglio.

Ad Est, invece, troviamo il palmento: struttura in cui gli elementi fondamentali sono delle grosse vasche in pietra di granito in cui l’uva veniva pigiata con i piedi. Poi, con un sistema di ulteriori vasche, il vino veniva condotto per caduta all’interno di recipienti per le fasi successive di vinificazione e conservazione.

Mi trovo in un territorio ad altissima vocazione enologica in un luogo in cui è nato il primo vino siciliano a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Docg): sono nella zona del Cerasuolo di Vittoria.

Una delle persone che voglio assolutamente incontrare in questo territorio è Arianna Occhipinti. Quando nel 2008 realizzai il mio viaggio in vespa, ricordo che Arianna mi accolse con tantissimo entusiasmo. Provo a farle un’ altra improvvisata.

Quando la conobbi, Arianna aveva iniziato da qualche anno a produrre vino ma già aveva saputo catturare l’interesse degli appassionati di vino di tutto il mondo. In questi anni ho seguito la sua storia dai giornali e sulle riviste “patinate”.

Sono un po’ preoccupato all’idea di trovare una persona diversa. Arrivo in cantina nella tarda mattinata, ad accogliermi il suo staff che prima di annunciarmi ad Arianna mi sottopone ad un serrato interrogatorio. Finalmente decidono di avvisare Arianna, che si precipita a salutarmi. Sono ancora un po’ imbarazzato, ma lei mi chiede di guidare il mio Bus ed è uno spasso: utilizza il clacson percorrendo tutto il piazzale e catturando l’attenzione degli operai indaffarati a chiudere le ultime fasi della vendemmia. Quel sorriso lo riconosco e sono subito a mio agio.
Insieme a Clelia, che studia antropologia in un’università londinese, e Sophia, blogger tedesca, facciamo un giro nella sua nuova cantina. Questa sì che è una novità.

Conoscevo già la precedente a Fossa di Lupo ed era meravigliosa, in questa invece ha voluto coniugare il suo lavoro/passione facendo realizzare una cantina su misura per lei. Grandi e comode vasche in cemento, “cave” di affinamento, sale degustazioni e tutto ciò che le occorre per avere sempre tutto sotto controllo.

L’altra sua grande passione è il convivio: all’interno di un vecchio palmento ristrutturato e riadattato con la massima cura per il dettaglio, ha fatto realizzare un enorme open space in cui alla sera mi ritrovo insieme a tutti i ragazzi della vendemmia, stagisti o semplici amici in una grande cena messicana preparata da Tyler, chef americano. Tutto ovviamente innaffiato da tanto vino. Assaggio anche una chicca ad uso e consumo interno. Le bollicine di Arianna da uve frappato: strepitose.
L’atmosfera è meravigliosa. Questo è il mondo di Arianna.
Accetto l’invito della padrona di casa e rimango a dormire in una delle suite della tenuta. Domani voglio partecipare all’ultima giornata di vendemmia.